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ore 18:00 - introduzione
Pia Locatelli
presidente della Fondazione
ore 18:15 - tavola rotonda
Ettore Ongis
direttore de L'Eco di Bergamo
Gianmarco Gabrieli
presidente dei Giovani industriali di Bergamo
Silvia Giordani
ricercatrice, Trinity College Dublino
Oscar Mora
presidente dei Giovani artigiani di Bergamo
ore 19:00 - interventi
Alberto Barcella
presidente Confindustria Lombardia
Tito Boeri
Economia del lavoro, università Bocconi
Gianfelice Rocca
vicepresidente Confindustria nazionale
Fra tutti i Paesi sviluppati, l'Italia è quello che più sta agendo contro i giovani. Se da un lato è più forte il sostegno nei loro confronti da parte delle famiglie ed è più lunga la permanenza dei figli tra le mura domestiche, dall'altro è più massiccia la redistribuzione di risorse dalla generazione dei figli a quella dei genitori.
In poco più di dieci anni abbiamo raddoppiato il nostro debito pubblico e promesso pensioni molto generose, nonostante il calo della fertilità e l'allungamento della vita: su ogni giovane italiano oggi gravano un debito pubblico e un debito pensionistico fra i più elevati al mondo. Lo abbiamo fatto non tanto per costruire infrastrutture, migliorare la qualità dell'istruzione o dei servizi, ma per pagare pensioni di invalidità, creare posti pubblici spesso inefficienti, concedere baby pensioni, cedere alle pressioni di rappresentanze di interessi specifici e di breve respiro.
Questa combinazione di altruismo privato e di egoismo pubblico è diventata un freno molto forte alla crescita del Paese e rappresenta una pesante ipoteca sul nostro futuro. La soluzione potrebbe dipendere, prima di tutto, dal coraggio dei quarantenni di oggi. Per questa generazione è arrivato il momento di imboccare la strada delle riforme nel mondo della scuola, della formazione, della ricerca, del lavoro, delle professioni, dei servizi e del welfare.
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