"Dobbiamo inventare una nuova saggezza per una nuova epoca. Nel frattempo, se vogliamo veramente fare qualcosa di buono, dobbiamo apparire eterodossi, importuni, pericolosi, ribelli nei confronti di chi ci ha preceduto."
John Maynard Keynes
la Fondazione A.J. Zaninoni e il Dipartimento di Scienze economiche "Hyman P. Minsky" dell'Università di Bergamo organizzano:
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ore 15.00-17.30 - aula 1
presentazione:
Pia Locatelli
presidente Fondazione A.J. Zaninoni
Annalisa Cristini
direttore Dipartimento Scienze economiche, Università di Bergamo
video messaggio:
Esther Minsky
comunicazioni:
Elisabetta De Antoni
Università di Trento
Domenico Delli Gatti
Università Cattolica di Milano
Piero Ferri
Università di Bergamo
Jan Kregel
Levy Economics Institute of Bard College, Annandale-on-Hudson, New York
Marco Passarella
Università di Siena
Anna Maria Variato
Università di Bergamo
ore 18.00-20.00 - sala conferenze
tavola rotonda
presentazione:
Stefano Paleari
rettore Università di Bergamo
con:
Roberto Petrini
giornalista, la Repubblica
Francesco Arcucci
Università di Bergamo
Riccardo Bellofiore
Università di Bergamo
Laura Pennacchi
economista
Marco Vitale
economista d’impresa, Presidente Fondo Italiano d’Investimento
La grave crisi attuale ha resuscitato il fantasma del Grande Crollo degli anni Trenta. Hyman P. Minsky – il grande economista morto nel 1996, sempre più isolato in una professione egemonizzata dal pensiero neoclassico e dall’imperfezionismo – è balzato all’onore della cronaca. Minsky è noto per la sua rilettura di Keynes come economista eterodosso, dove la moneta e i mercati finanziari svolgono un ruolo essenziale. In un mondo caratterizzato dall’incertezza, gli investimenti privati determinano il ciclo, e sono a loro volta influenzati dai rapporti finanziari. L’ultimo Minsky ha sottolineato il ruolo cruciale dei money manager e della cartolarizzazione. Voci autorevoli, e la stessa stampa, hanno sostenuto che la crisi dei subprime fosse una conferma della sua ‘ipotesi dell’instabilità finanziaria’: un vero e proprio Minsky moment, l’esplosione di una bolla finanziaria dovuta all’eccesso di indebitamento privato (questa volta delle famiglie, più che delle imprese). Dalla fine del 2008 si è profilato l’incubo di un Minsky meltdown: il collasso delle economie determinato dalla deflazione da debiti. L’idea che nel capitalismo finanziariamente evoluto la ‘stabilità sia destabilizzante’ e che la crisi discenda da una fragilità finanziaria crescente è tornata al centro del dibattito. Minsky come la Cassandra che aveva anticipato la crisi. Ancora più attuale è forse la sua proposta di superare in avanti il keynesismo, muovendo verso una radicale socializzazione dell’investimento, una significativa regolazione della finanza, lo Stato come fornitore diretto di occupazione.
Questo convegno intende dibattere il contributo scientifico, ma anche l’attualità politica del pensiero, di un economista sempre ‘fuori dal coro’. Un economista statunitense, ma anche bergamasco. A Bergamo ha avuto casa dai primi anni Ottanta; è stato visiting professor all’Università, dove per molti economisti è stato amico e maestro; e a lui è stato intitolato il Dipartimento di Scienze Economiche.
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